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martedì 13 gennaio 2015

Rosso di montagna biologico

Petit rouge con l'aggiunta di un "quartino" di cornalin, fumin e premetta, tutte uve autoctone valdostane. Questa la ricetta dell'uvaggio del Torrette Supérieur della cantina della famiglia Grosjean, storici vignaioli in quel di Quart che ormai da quarant'anni hanno imboccato con successo la strada del biologico.

Vallée d'Aoste Doc Torrette Supérieur "Vigne Rovettaz" 2012
Questo vino stupisce subito per il colore rosso rubino scuro, con leggere sfumature volacee, è molto denso e consistente e ha profumi intensi di buona complessità che spazia dai piccoli frutti di bosco maturi, in particolare le more e i ribes, virando sulla confettura di amarene per poi imboccare una via floreale e di spezie dolci assolutamente accattivante. In bocca queste note dolciamare sono sostenute da un tannino maturo e soprattutto da una viva acidità che rende ogni assaggio fresco e appagante. Anche la persistenza è di tutto rispetto, per un vino territoriale assolutamente equilibrato e ben riuscito, che seduce senza ruffianerie e parla la lingua inconfondibile di questi luoghi di montagna meravigliosamente esposti a sud su pendii che offrono un'incilinazione ottimale ai raggi solari.
Un vino ottimo per un "tutto pasto" con piatti saporiti, ideale accostamento di primi piatti con ragù e con secondi di carne, soprattutto brasati e umidi, anche di cacciagione e selvaggina da piuma e da pelo.
Voto: 86

mercoledì 27 febbraio 2013

Una Passerina scaccia Sanremo

Andata in archivio anche questa edizione del Festival di Sanremo, l'unico ricordo che mi resta di quelle noiose serate di zapping alla vana ricerca della quotidiana psicodose di talk show pre-elettorale, è la bottiglia di Passerina del Frusinate che mi ha fatto compagnia per due sere consecutive.
Uva autoctona italica tipica della fascia adriatica tra le Marche e l'Abruzzo, la passerina, per lungo tempo a torto considerata parente stretta del trebbiano giallo, compare a macchia di leopardo anche in tutto il centro Italia, Lazio compreso, dove viene coltivata da diversi secoli. E' proprio dalla provincia di Frosinone che arriva questa bottiglia che ho pescato tra le offerte più appetibili dell'Esselunga di Pavia.

Frusinate Igt Passerina 2012, Cantina sociale di Piglio
Colore giallo paglierino brillante e abbastanza consistente, si presenta con aromi di fiori bianchi rinfrescati da un temporale di inizio primavera (che immagine, eh!?), accompagnati da delicati sentori di pesca bianca e melone bianco con contorni minerali. Questo insieme accattivante si ripresenta in bocca sostenuto da una grande freschezza che invita alla beva. Chiaramente da un vino di fascia bassa non ci si può attendere chissà quale persistenza, però ciò non toglie che possa essere un piacevolissimo compagno di una gustosa minestra di legumi, piuttosto che di un risotto alle verdure o di un filetto di merluzzo in padella senza pomodoro né limone, per evitare di accentuare la naturale acidità del vino.

Passserina consolatoria, insomma, in mancanza della farfalla di Belen...

giovedì 17 gennaio 2013

Una Forastera a Milano

Capita, con cadenza ormai mensile, di uscire per una pizza a Milano con i colleghi d'Avellino e dintorni che, come tanti altri ragazzi della Campania, si sono trasferiti da tempo nella metropoli lombarda per lavoro. Una volta erano le fabbriche ad attirare la manodopera "forestiera", oggi, a seguito della corsa alle lauree che ha intasato la domanda di lavoro nel nostro Paese, sono gli uffici.
Detto questo, è inevitabile che per un campano doc il richiamo per la propria terra sia irresistibile soprattutto quando si parla di pizza, e così da tempo abbiamo consacrato la pizzeria Sciuscià di via Procaccini come il luogo della nostra piacevole consuetudine.

L'ultima volta che ci siamo stati, ad accompagnare gli ottimi friarelli di antipasto e la successiva "bufala alla napoletana" con soffice cornicione "vista Vomero", abbiamo scelto un bianco tipico della Campania. Anzi, delle isole napoletane, di Ischia, per la precisione.
Ricordo che ne parlava con entusiasmo con la sua inconfondibile passione contagiosa il buon Guido Invernizzi, medico e sommelier docente AIS, durante una sua memorabile lezione sui vitigni autoctoni italiani.
Dissertava con tale godimento di "biancolella e forastera", che il binomio mi è rimasto in mente per anni e finalmente mi sono ritrovato a testarlo, almeno in parte, di persona.

Ischia Igt Forastera "Euposia" 2010 - Casa d'Ambra
Un bianco profumato di fiori, agrumi freschi e di erbe mediterranee, di buon corpo e dalla seducente struttura sapida, condita da un frutto gustoso dal finale leggermente amaricante. Un insieme che ben si presta a fare da spalla all'esplosione di sapore e aromi della pizza con la mozzarella di bufala.
Restando sugli autoctoni campani ma saltando sulla sponda dei rossi, il Gragnano della Penisola Sorrentina resta il miglior alleato della pizza, capace di giocarsela con il migliore dei Lambruschi in circolazione. Provare quello di Grotta del Sole per credere.