..Nuovo Mondo che, per la verità, riserva ben poche sorprese interessanti soprattutto per quanto riguarda i rossi. Non male il
Pinotage delle tenute sudafricane L'Avenir, del colosso francese
Laroche. L'azienda ha vigneti in tutto il mondo, Cile compreso, dove produce un Carmenére che piacerà in Sudamerica ma che è decisamente lontano dai canoni europei di eleganza e raffinatezza. Ottime conferme, invece, dalla Nuova Zelanda, ormai consacrata a nuovo paradiso di vitigni internazionali tradizionalmente legati alla Francia, come il sauvignon, lo chardonnay e il pinot nero. L'azienda
Clos Henri si trova nella punta settentrionale dell'isola sud, nella contea di Marlborough, ed è di proprietà di
Henri Bourgeois, gran produttore di Sancerre e Pouilly Fumé lungo la Loira, e dunque profondo conoscitore delle doti del sauvignon. Quello prodotto agli antipodi è ben distante dalla complessa eleganza agrumata e minerale che esprime in madrepatria, e punta tutto sull'esuberanza del peperone verde e del frutto tropicale maturo. Comunque buono e tipico. Da applauso anche il suo pinot nero, uva scorbutica e caratteriale, generosissima con chi la sa addomesticare. Non all'altezza della Borgogna ma simile, questo neozelandese, ad alcuni dei migliori Pinot Nero che possiamo assaggiare in
Alto Adige.
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