lunedì 2 marzo 2009

Lo Champagne del Monte Orfano

Premetto subito che non sono un appassionato delle bollicine in bianco. In questi anni ho assaggiato, spesso a scopo didattico, tanti spumanti italiani e stranieri, metodo classico e charmat. Tuttavia continuo a preferire i bianchi fermi, anche come aperitivo. Chissà, magari è solo questione di affinare ulteriormente il gusto. Messe le mani avanti, posso comunque dire di essere ormai in grado di riconoscere quando uno spumante ha una marcia in più rispetto a quanto si è soliti trovare sui banchi d'assaggio di eventi enogastronomici troppo spesso autoreferenziali e ruffiani verso le mode del gusto. Parlando di Franciacorta Docg, le bollicine della piccola azienda agricola Faccoli, di Coccaglio (Bs) rappresentano certamente uno di quei tesori nascosti che ancora sfuggono alle mappe suggerite dalle guide blasonate. Ai fratelli Claudio e Marco, figli di quel Lorenzo Faccoli che fondò l'azienda nei primi anni Sessanta, basta il passaparola delle persone che capitano nella loro cantina e tornano a casa con il sorriso di chi ha trovato un tesoro e lo vuole condividere con gli amici.
Sabato scorso sono stati proprio una coppia di miei amici, in apertura di cena, a far saltare il tappo all'Extra Brut, una cuvée di chardonnay (70%), pinot bianco e pinot nero, coltivate sulla media collina del Monte Orfano, ultima propaggine morenica a sud-ovest della Franciacorta. Erano convinti che avrei apprezzato. Ho apprezzato, e tanto.

Franciacorta Docg Extra Brut - Az.Agr. Faccoli Lorenzo
Schiuma sontuosa, perlage finissimo e pressocché infinito, profumi intensi e fragranti di lievito di pane, agrumi freschi e lavanda. La straordinaria freschezza agrumata sospinta dalle bollicine solletica il palato e ci fa aprire gli occhi dallo stupore. Per poi socchiuderli al secondo sorso e volare con il pensiero alla valle della Marna in una psichedelia del gusto di rara persistenza. Per questo raffinatissimo Metodo Classico italiano gli abusati paragoni con lo Champagne sono quanto mai appropriati.
Nicola Taffuri

Nessun commento: